Caccia, no alla legge spara-tutto della Lega: il Parlamento la fermi
Destinatario
Parlamento italiano
Scala
Nazionale

Caccia, no alla legge spara-tutto della Lega: il Parlamento la fermi

Petizione lanciata da
avatar
Il Fatto Quotidiano
Certificato Utente certificato
Pubblicata il 07/02/24

Aggiornamento del 20 maggio: abbiamo raggiunto l’obiettivo delle 50mila firme. Ma mai come ora è importante continuare a firmare. Ecco perché

Lega e Fratelli d’Italia si sono convinti di non riuscire a portare a casa la legge spara-tutto sulla caccia in tempi brevi, cioè prima delle elezioni europee. Così hanno scelto la forzatura politica: il contenuto della proposta di legge – bloccata in commissione per via dell’ostruzionismo del Movimento 5 stelle – sarà inserito, con uno o più emendamenti, nel decreto-legge Agricoltura del ministro Lollobrigida, già firmato da Sergio Mattarella, che dovrà essere convertito in legge entro il 15 luglio. Il rischio è che il decreto venga approvato senza alcun dibattito parlamentare, a suon di colpi di fiducia. Con l’obiettivo, ancora una volta, di favorire cacciatori e armieri.

Ecco il testo originale della petizione:

Il centrodestra va all’assalto della legge sulla caccia con l’intenzione di stravolgerla per favorire i cacciatori. Ovviamente a discapito degli animali – che saranno uccisi in numero ancora più elevato – della biodiversità e della sicurezza pubblica. Prima ci ha provato Fratelli d’Italia, addirittura proponendo di dare il fucile in mano ai sedicenni (iniziativa per fortuna ritirata). Ma ora i partiti di maggioranza hanno fatto quadrato intorno alla proposta della Lega. Che cosa prevede? Caccia libera su tutto il territorio nazionale, sette giorni su sette (dunque cancellando i due giorni di silenzio venatorio) per più di cinque mesi, durante i quali non sarà mai garantita la sicurezza per escursionisti e amanti della natura. Caccia in tutte le forme consentite, persino coi visori termici, riduzione delle già ridicole sanzioni contro chi spara in periodi vietati e nei terreni privati vietati alla caccia. E ancora: il gravissimo attacco alle associazioni ambientaliste, il cui prezioso lavoro di salvaguardia della legalità verrà cancellato con un colpo di mano, non potendo più impugnare i calendari venatori delle Regioni di fronte ai giudici amministrativi; l’enorme sanatoria per i bracconieri che trafficano illegalmente (e utilizzano) i richiami vivi per la caccia d’appostamento.

A fronte di tutto questo c’è il rischio che la proposta di legge, nel corso dell’iter legislativo, venga addirittura peggiorata con l’approvazione di altri emendamenti. Ecco perché è fondamentale che venga ritirata e fermata. Ma non solo: il documento, oltre a configurarsi come incostituzionale (l’articolo 9 della nostra Costituzione si pone a tutela degli ecosistemi e degli animali), viola le direttive dell’Unione europea. Significa che in caso di approvazione, sull’Italia penderebbe la spada di Damocle di una procedura d’infrazione, cioè una sanzione da pagare coi soldi pubblici: soldi di tutte le cittadine e di tutti i cittadini.

Alla petizione lanciata da il Fatto Quotidiano aderiscono le associazioni Animalisti italiani, Anpana, Cabs, Enpa, Gaia, Lac, Lav, Leal, Legambiente, Leidaa, Lipu, Lndc, Oipa, Pro Natura, Rete dei Santuari di animali liberi e Wwf. 

Salviamo gli animali, gli ecosistemi e la natura: no alla caccia senza regole, il Parlamento blocchi la proposta di legge del centrodestra.

Link alla petizione copiato