Vogliamo gli stipendi dei professori adeguati alle medie europee: il futuro non si arma, si insegna!
La scuola rappresenta uno dei pilastri fondamentali della democrazia, della crescita economica, della coesione sociale e del futuro del nostro Paese, perché, come insegna Piero Calamandrei, “è un organo costituzionale”. Mentre l’Italia decide di investire miliardi in più nella spesa militare, è necessario definire chiaramente le priorità del Paese. La professione docente richiede preparazione universitaria, aggiornamento professionale continuo, responsabilità educative e formative, lavoro di progettazione, valutazione, relazione con studenti e famiglie: un impegno che non si esaurisce certo nelle ore trascorse in aula. Nonostante tali responsabilità, gli insegnanti italiani continuano a percepire retribuzioni molto più basse rispetto a quelle dei colleghi di numerosi Paesi europei.
PER QUESTO CHIEDIAMO:
1- Un adeguamento strutturale degli stipendi dei docenti italiani, finalizzato a ridurre concretamente il divario retributivo esistente con i principali Paesi europei.
2 – Una valorizzazione non solo economica della professionalità docente, che riconosca concretamente formazione, esperienza, responsabilità e fornisca gli strumenti adeguati, per ridare prestigio sociale a questa professione cruciale per la salute della democrazia.