Riforma del referendum: digitale e senza ostacoli
In Italia il referendum - il cuore della nostra democrazia diretta - è diventato una corsa ad ostacoli quasi impossibile da vincere. Tra burocrazia infinita, firme autenticate a mano e il "muro" del quorum la voce dei cittadini viene sistematicamente silenziata.
Il referendum muore sul nascere. Molte proposte dal basso muoiono dopo mesi di fatica perché la Corte Costituzionale le boccia solo dopo la raccolta firme, o perché l’astensionismo (spesso usato come arma politica) rende nullo il voto di milioni di persone.
Vogliamo una democrazia che funzioni davvero, ispirata ai modelli più evoluti di partecipazione civile. Chiediamo una riforma del referendum che sia snella, moderna e giusta.
La nostra proposta:
1) FIRMA DIGITALE GRATUITA: basta con i banchetti sotto la pioggia e i costi per le autenticazioni. Ogni cittadino deve poter firmare online con SPID o CIE in pochi secondi, senza oneri per i comitati promotori.
2) ABOLIZIONE DEL QUORUM: chi decide di non votare non può bloccare chi partecipa. Vogliamo che il risultato sia valido indipendentemente dal numero di votanti: vince chi ha più voti, proprio come nelle elezioni politiche.
3) VERIFICA PREVENTIVA: La Corte Costituzionale deve pronunciarsi sulla validità del quesito prima dell’inizio della raccolta firme. E’ una forma di rispetto civico per l’impegno e il tempo dei cittadini che si impegnano verso l’evoluzione della società.
4) DISCUSSIONE PARLAMENTARE: introduzione dell’obbligo di discussione parlamentare immediate per le leggi di iniziativa popolare.
5) REFERENDUM LOCALI: riduzione del numero di firme per i referendum locali.
Perché votare:
Democrazia non significa solo votare ogni 5 anni. Significa poter incidere sulle scelte del Paese ogni volta che la politica non riesce a farlo. Rendere il referendum più semplice non è una scelta di parte, ma un atto di civiltà per ridare dignità alla nostra Costituzione.