Vietare l’allenamento ciclistico su strade urbane
Destinatario
Ministero dei trasporti
Scala
Nazionale

Vietare l’allenamento ciclistico su strade urbane

Petizione lanciata da
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Tommaso Gomez
Pubblicata il 17/09/26

La petizione riguarda esclusivamente il ciclista sportivo, ovvero chi usa la strada per allenarsi, da solo o in gruppo, spesso non rispettando le regole della strada, diventando un pericolo per se stessi e per gli altri. Non riguarda chi usa la bici per muoversi, lavorare, fare cicloturismo, ecc…

La proposta riguarda sia chi ama praticare il ciclismo sportivo senza curarsi dei pericoli per sé e per gli altri, sia tutti coloro che subiscono questa incauta abitudine — mal sopportata da molti — causa di numerosi incidenti, feriti e purtroppo anche morti.

L’allenamento sportivo su strada pubblica da parte dei ciclisti amatoriali e professionisti rappresenta un caso unico: non esistono altri sport (fatta eccezione per il podismo, che gode comunque di spazi di sicurezza maggiori) che impiegano la sede stradale come luogo di allenamento. Nemmeno le piste ciclabili sono pensate per la pratica agonistica, bensì per la normale circolazione delle biciclette.

L’uso sportivo della strada è consentito esclusivamente durante le gare ciclistiche programmate, protette da appositi servizi di sicurezza e con il traffico limitato o sospeso. In tutti gli altri casi, il ciclista in allenamento costringe gli altri utenti della strada — auto, moto, bus e camion — a tollerare la sua presenza per non si sa quale diritto, rallentando la circolazione o trasformandosi in un ostacolo per la sola soddisfazione personale, con grave rischio per l’incolumità propria e altrui.

Se i praticanti di qualsiasi altra disciplina si sentissero in diritto di occupare la carreggiata per il proprio piacere — come chi fa rally, equitazione, motociclismo, pattinaggio o corsa — verrebbero sanzionati con multe salatissime. Cosa che, paradossalmente, non avviene per chi pratica il ciclismo sportivo.

Questa petizione NON riguarda chi usa la bicicletta per lavoro, turismo, mobilità quotidiana o scopi non agonistici. L’obiettivo è far sì che chi si allena in bici disponga di spazi dedicati e non utilizzi le strade pubbliche a questo scopo, e che chiunque violi queste regole o costituisca un pericolo per la circolazione venga sanzionato.

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